
Equilibrio Dinamico
Equilibrio Dinamico
Repertoire Dance Company
Una visione che si muove, evolve e crea connessioni.
Equilibrio Dinamico è stata fondata nel 2011 da Roberta Ferrara, attuale direttrice artistica e coreografa residente della compagnia. Al suo fianco opera Vincenzo Losito, direttore generale e responsabile di produzione.
Dal 2021 la compagnia è riconosciuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Puglia e dal Comune di Bari come Organismo di Produzione della Danza, riconoscimenti che confermano identità, visione e solidità strutturale. Fin dall’inizio, Roberta Ferrara ha lavorato per costruire una compagnia di repertorio contemporaneo a vocazione internazionale, coinvolgendo diversi coreografi per la creazione di nuove opere. Equilibrio Dinamico è stata definita “una voce fuori dal coro, a sottolineare una strategia artistica che si discosta dalle tendenze della giovane danza italiana, con l’obiettivo di creare una compagnia dal forte profilo europeo, capace di favorire sinergie tra artisti”. (C. Zapparrata, Hystrio 2022) Oggi la compagnia abita stabilmente la propria sede operativa nella città di Bari, Sud Italia: uno spazio dal respiro europeo, dotato di tre studi dedicati alla ricerca e alla creazione e un’area studio con biblioteca e videoteca interna. La struttura inoltre, ospita eventi, anteprime, residenze e attività performative: una casa viva e attiva. Un luogo che respira dialogo e internazionalità. Accanto alla produzione, la compagnia attiva residenze, coproduzioni e commissioni che costruiscono un ecosistema di scambio tra artisti provenienti da paesi, percorsi e sensibilità differenti. Scopri di più →

Il Repertorio
Il repertorio presenta composizioni diverse tra loro: soli, duetti, lavori a tre interpreti e creazioni corali con ensemble fino a quindici danzatori, affrontando temi civili, politici e sociali, incarnando tensioni collettive e interrogativi contemporanei. In ogni creazione permane una tensione letteraria e sensoriale, un ascolto vigile verso ciò che accade nel presente: attenzione al corpo collettivo, ai sistemi che modellano potere e fragilità, alle identità che si trasformano nel vivere comune. Le opere della compagnia non cercano mera estetica decorativa, ma posizione. Danzano memoria, vulnerabilità, resistenza e possibilità, trasformando questioni del nostro tempo in gesto vivo e condiviso.























